“Al contadino non far mai sapere quanto è buono il formaggio con le pere…” dicono. E se invece sapesse che c’è qualcosa di ancora più gustoso? La Provola dei Nebrodi al Verdello di Sicilia è un caciocavallo dal gusto inusuale, che delizia il palato di contadini… e non.

È una ricetta della tradizione contadina dei Monti Nebrodi, ma la sua bontà è diffusa in tutta la Sicilia: la Provola dei Nebrodi al Verdello di Sicilia è un formaggio semicotto a pasta filata. Il suo gusto inusuale è dovuto a una caratteristica altrettanto eccezionale. Anche se a prima vista sembra un normale Caciocavallo, al suo interno racchiude un limone Verdello, che una volta aperto sprigiona tutta la sua fragranza e il suo sapore.

La provola al limone Verdello è una variante della provola dei Nebrodi. Viene prodotta artigianalmente, con un metodo che rispetta la tradizione casearia del territorio da cui ha origine. La sua caratteristica peculiare sta tutta nell’abbinamento con il limone. Il Verdello viene inserito nel cuore del formaggio durante la fase di lavorazione, e racchiuso dentro la provola sprigiona il suo aroma. Questa tecnica conferisce al formaggio una speziatura aromatica e un sapore agrumato che lo rendono piacevole anche come fine pasto.

La provola dei Nebrodi è nota comunemente anche come “provola a sfoglia” o “provola del Casale”. La prima denominazione deriva dal fatto che, grazie alla tecnica usata per la produzione, ha una consistenza che la fa tendere a “sfogliarsi” in bocca. Il nome “provola del Casale”, invece, deriva dalla città di Casal Floresta, città in provincia di Messina, luogo originario di produzione di questo tipo di formaggio.

Un cuore di pizza per dire “Grazie Mamma”: basta un’idea semplice e veloce da preparare, per rendere perfetto un giorno speciale.

Ci sono tanti modi per dire “Grazie Mamma” e, soprattutto nel giorno della sua festa, ognuno di noi desidera fare qualcosa di speciale per rendere omaggio alla propria mamma. Spesso, le idee più semplici sono quelle che funzionano di più, proprio perché partono dal cuore. Ed è lì che arrivano dritte.

Qualche giorno fa, ero alla ricerca di un’idea per organizzare una cena speciale per la Festa della Mamma. Volevo preparare un piatto che rendesse omaggio alle mamme, perciò mi sono chiesta: qual è il piatto più amato di tutti, quello che rende felici in ogni occasione? La risposta è arrivata quasi immediatamente: la pizza.

In realtà, per l’occasione non volevo preparare una semplice pizza, bensì un cuore di pizza. L’occorrente per prepararlo è quello di base che serve per l’impasto. Bisogna disporre di una teglia a forma di cuore e far aderire bene la pasta alle pareti, in modo che a cottura ultimata la pizza non perda la forma a cuore che la caratterizza.

Nella mia ricetta uso la farina di Manitoba, che è ottima per dare alla pizza un aspetto morbido e una consistenza soffice. Gli Ingredienti per la pasta sono:

 

Il mio consiglio è quello di impastare tutto con le mani, con la classica tecnica “a fontana”, e sciogliere il lievito in un po’ d’acqua per avere la certezza che si amalgami in modo omogeneo alla farina. Quando la pasta è compatta, aggiungete a poco a poco l’olio d’oliva e continuate ad amalgamare:

Quando l’impasto raggiunge la giusta morbidezza e la pasta è liscia, formate una sfera e la posizionatela dentro una ciotola. Lasciate riposare la pasta per almeno due ore, al buio. Per favorire la lievitazione, mettete la ciotola in un luogo caldo: io sono solita coprirla con un plaid morbido, proprio come faceva mia nonna. Trascorso il tempo necessario, la pasta aumentata di volume è pronta per essere distesa e cotta in forno.

Il condimento che ho pensato per questo cuore di pizza è quello classico: sugo di pomodoro e basilico. Ho sostituito la mozzarella con una pioggia abbondante di scaglie di ricotta al forno dura, perché volevo dare alla mia ricetta speciale un sapore deciso e persistente, oltre che dei colori inusuali: questa ricotta, infatti, non è bianca ma ha un colore ambrato.

La ricotta al forno dura, largamente diffusa in Sicilia e originaria del territorio di Catania e Messina, è molto saporita, quindi ideale per condire la pizza e i primi piatti come la pasta alla Norma.  Non va confusa con la ricotta al forno tenera, che viene infornata ancora fresca e servita di solito come antipasto.

Un ultimo consiglio prima di servire in tavola: appoggiate delicatamente sulla pizza un ciuffetto di basilico a foglia grande. Se volete arricchirne ancora il gusto, potete aggiungere due fette di melanzane cotte alla griglia. Ora il vostro cuore di pizza è pronto per essere servito e consumato in compagnia della vostra mamma.

Nebrolat è la storia di Angela, animo determinato e spirito imprenditoriale. Ed è la storia di Mariano, cresciuto in una famiglia di mastri casari. E soprattutto è la storia del loro incontro, di una scintilla creativa che li spinge a intraprendere un percorso singolare nel settore caseario. Partendo da zero, forti del sapere antico tramandato dalla famiglia di Mariano e delle idee coraggiose di Angela.

Tutto comincia con Nonno Mariano, pioniere dell’arte casearia. Intorno agli anni Cinquanta, il figlio Francesco decide di ampliare l’attività del padre, e si prende cura di mantenere l’artigianalità dei prodotti. Più tardi nasce il piccolo Mariano, che ha il nome del nonno, e piano piano ne eredità le abilità: cresce fianco a fianco con prestigiosi mastri casari, e dentro di lui si fa largo l’idea di continuare l’attività di famiglia con un’attitudine più moderna.

Questa idea si trasforma in realtà quando Mariano conosce Angela, che diventerà la donna della sua vita e la sua brillante socia in affari. Angela, cresciuta a contatto con la natura, coltiva da sempre una naturale inclinazione verso il commercio: da bambina aiuta la nonna nella raccolta degli agrumi, ed è sempre in prima linea nella vendemmia e nella bacchiatura delle olive.

Già a otto anni svela un’attitudine da imprenditrice: inseparabile dalla nonna, la aiuta nella vendita dei prodotti al mercato. Con la sua copia commissioni sempre a portata di mano, giovanissima diventa promoter per note aziende nel campo del food e del benessere, e dimostra le sue abilità da venditrice a famiglia e amici.

Crescendo, Angela matura sempre maggiore esperienza, ma resta legata alla semplicità che ha contraddistinto la sua infanzia. L’incontro con Mariano è una scintilla creativa: insieme capiscono che il loro non è solo un legame affettivo, ma la fortunata combinazione fra un innato talento imprenditoriale e una vasta esperienza nel settore caseario.

Ricordo una foto in bianco e nero di Mariano bambino, con i calzoni corti, dentro la bottega della nonna. Era ritratto sorridente sotto una mensola sulla quale erano appoggiate le provole dei Nebrodi. Quella foto, per me, rappresenta il presagio del nostro futuro.  — Angela

 

Così, nel 2002 Mariano si stacca dall’azienda di famiglia e decide di dedicarsi esclusivamente alla produzione di formaggi tipici del territorio siciliano. E nel 2004, a Santa Domenica Vittoria, piccolo paesino a 1200 metri nel cuore del Parco dei Nebrodi, Angela e Mariano fondano la loro azienda. Nebrolat è il frutto di un legame con il territorio siciliano, e del felice incontro fra radici solide e idee che portano lontano.

Ancora oggi, come a casa di nonno Mariano, il latte viene acquistato dai piccoli produttori del territorio dei Nebrodi, fornitori storici dell’azienda, secondo una vendita diretta. La filiera del latte è il valore aggiunto di Nebrolat, la garanzia della genuinità di formaggi fatti come una volta.

Mariano mette in campo giornalmente la propria expertise nella produzione casearia e si impegna nel migliorare costantemente la qualità dei prodotti Nebrolat, mentre Angela cura l’aspetto commerciale e d’impresa. È proprio Angela la mente creativa dietro i nomi accattivanti dei formaggi Nebrolat.

Pecoricco, Pistaricco, Ricottosa hanno il sapore di un tempo e un’anima contemporanea. Per questo i prodotti di Angela e Mariano sono richiesti anche dalla grande distribuzione. Oggi Nebrolat è una realtà in crescita, che ha ancora le radici ben salde nel proprio territorio: la Sicilia. Una terra che Angela e Mariano hanno deciso di omaggiare con la loro passione.